TUTELA SCOLASTICA

L’Associazione Progetto Demostene ormai da tempo sta lottando affinché la balbuzie possa essere contemperata nel decreto attuativo della legge 170/2010 che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come disturbi specifici di apprendimento (DSA).

La legge tutela il diritto allo studio dei ragazzi con DSA individuando e puntando soprattutto su nuove forme didattiche, su adeguate modalità di valutazione e su una specifica formazione dei docenti.
Lo stesso dovrà avvenire per la balbuzie: il soggetto disfluente deve essere tutelato sin dalla più tenera età.

Ora in base alla direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 recante "Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica" - (C.M. n. 8 del 6 marzo 2013), la balbuzie potrebbe rientrare nei cosiddetti Bisogni Educativi Speciali comprendente: “svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse.
All’interno della stessa direttiva si legge: “è compito doveroso dei Consigli di classe o dei teams dei docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni.
Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare – secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata - le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti.

     Leggi la direttiva

Altri riferimenti per la presa in carico del disfluente sono presenti nella direttiva ministeriale recante "Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica" - (Direttiva del 27 dicembre 2012).
     Leggi la direttiva

La legge non parla espressamente di disposizioni relative alla presa in carico del soggetto balbuziente , ma facendo riferimento a queste direttive , oggi l’alunno affetto da tale patologia, con l’ausilio di una certificazione medica e psicologica, potrà richiedere un piano didattico personalizzato.
Ciò che stiamo chiedendo è una sorta di “pari opportunità scolastica” tra soggetto disfluente e normofluente.
Per la competenza verbale, spesso l’insegnante adotta gli stessi parametri che vengono adoperati per i normofluenti: all’alunno balbuziente di norma viene richiesto di leggere o di essere interrogato verbalmente, costringendolo a subire inutili umiliazioni.
In base al tipo di balbuzie, si richiederà ad esempio se esonerare l’alunno da prove angoscianti che delimitano la prestazione.
Non vogliamo chiedere una sorta di “ghettizzazione” per chi balbetta, tantomeno richiediamo degli “sconti”, ma vogliamo che ogni disfluente possa “godere” di una certa libertà nel potere scegliere strumenti adeguati per un’esatta valutazione.
Non dimentichiamo che spesso il soggetto balbuziente è oggetto di bullismo o di “prese in giro”, ove l’insegnante poco preparato non sa come affrontare le dinamiche implicite della balbuzie.
L’alunno disfluente dovrebbe essere “segnalato” sin dalla più tenera età, affinché scatti una sorta di tutela educativa al fine di delimitare future esperienze drammatiche.
Infine, chiediamo che venga somministrata una cura anche per i soggetti adulti. Attualmente la cura è riconosciuta solo per soggetti in età evolutiva.
Inoltre la cura dovrebbe essere specifica ed interdisciplinare, vagliata dalle competenti autorità sanitarie: non è possibile che in Italia qualsiasi persona possa con facilità millantare cure rapide e miracolose.

Chi necessita di ulteriori informazioni al riguardo , consigliamo di mettersi in contatto con la nostra associazione.

Link consigliati:
Hubmiur Pubblica Istruzione
www.famigliacristiana.it/costume-e-societa

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