Massimo Giordano

È difficile dare una definizione di balbuzie, anzi forse non esiste neanche una tale definizione. Esistono i balbuzienti. Ci sono varie teorie che, partendo da eventuali cause, danno al disturbo una spiegazione.
Le categorie nelle quali sono suddivise queste teorie sono le seguenti:
ORGANICISTICHE: disturbo a livello fonico (Es. Teoria dei disturbi respiratori).
PSICOGENETICHE: tensione interna con disturbo intermittente della parola con aumento delle difficoltà in coincidenza di situazioni emotive intense (Es. teoria psicoanalitica).
LINGUISTICHE: interruzione della parola causata da incertezze terminologiche, sintattiche, grammaticali, foniche, collegabili a difficoltà articolatorie che costringono il soggetto a varianti rispetto al pensiero articolato inizialmente (Es. teoria dell’insufficienza linguistica).  

Le cause, come tutti i problemi complessi, sono varie. Cominciamo con l’esaminare le cause organiche. Le cause organiche più remote possono essere: Pre Natali - Natali - Post Natali.
Parlando di cause organiche non è da trascurare la predisposizione ereditaria. È naturale che si riproducono ereditariamente le stesse strutture dei genitori. Se predominano quelle del genitore disturbato è pure naturale che il soggetto sia predisposto al fenomeno. Sempre per la corrispondenza genetica, accade spesso che i figli presentino le stesse caratteristiche emotive, di sensibilità, comportamentali, ecc. degli ascendenti paterni o materni. A tutto ciò va aggiunta la “proiezione” sui figli della frustrazione sofferta dai genitori balbuzienti, della loro ansia per l’espressione verbale del bambino e della spirale negativa che quest’ansia genera. Oltre alle cause organiche esistono eventi traumatici causati da fenomeni esterni. Attualmente, in una buona percentuale di casi, la balbuzie è data da una trauma psichico conseguente ad uno spavento, ad una causa violenta esterna, ad una paura sofferta in epoca prescolare. In genere la balbuzie non si manifesta improvvisamente; vi sono casi, però, nei quali è immediata, specie se dovuta ad un fortissimo spavento. La paura può subentrare in molti modi. Il bambino quasi sempre incomincia lentamente ad esitare su certe consonanti; le esitazioni poi, si fanno più frequenti, le difficoltà maggiori e più insistenti.
La natura di un individuo molte volte viene indirizzata, spinta verso una serie di scelte, a volte diremo quasi a tenere un comportamento diverso dai suoi desideri soffocando i suoi istinti, impulsi e inclinazioni naturali.
Esistono molte teorie, a volte convergenti, a volte contrastanti che cercano di spiegare le cause psichiche. Esse sono incomplete visto che prendono in esame solo un aspetto del problema. La balbuzie, infatti è un fenomeno così complesso e personale che sfugge alla classificazione generica. Ad esempio,  prendiamo in esame dei fattori che riscontriamo in maniera costante nel balbuziente, quali la timidezza, l’ansia e il nervosismo. Non possiamo generalizzare. Non possiamo cioè dare tutta la colpa alla timidezza all’ansia al nervosismo.
Concludo il mio intervento con un appello rivolto a tutte le persone interessate. È controproducente tenersi tutto dentro. Se nessuno avesse mai parlato, il problema “balbuzie”non sarebbe mai stato trattato e, cosa più importante, non sarebbe mai stato risolto. Esiste l’Associazione Progetto Demostene per aiutare tutti coloro che si sentono afflitti da questo problema. L’associazione è formata da persone che, come te, per tanti anni si è tenuta tutto dentro.

Ti invito a prenderti cura di te stesso.
Per di più è un’occasione per farti nuovi amici.