Fulvia Patrini e Agnese Sacchi

La balbuzie si manifesta dai 3 ai 6 anni nei soggetti già predisposti, cioè nei bimbi più sensibili e timidi degli altri. Le cause possono essere varie: mancanza d’amore da parte dei genitori o al contrario eccessiva attenzione; oppure traumi psicologici.

I genitori non dovrebbero dare troppo peso al disturbo del figlio assillando con “parla piano” oppure “stai attento”, ma devono trasmettere al figlio calma e tranquillità e non ansia e insicurezza. Alcuni genitori non accettano loro stessi la balbuzie del figlio vivendola in prima persona come una vergogna, trasmettendo negatività e molta apprensione. È necessario quindi intervenire subito quando il bambino è ancora piccolo. Nel caso invece di un adolescente o di un adulto non bisogna obbligarlo a frequentare corsi o centri per terapie specifiche, ma intervenire solo nel momento in cui il figlio fa capire che questo disturbo lo limita nella vita con gli altri. In ogni caso l’ambiente familiare è di primaria importanza.

La balbuzie, se troppo interiorizzata e vissuta male, può causare dei grossi problemi limitando l’individuo nella vita di tutti i giorni: nella scuola, sul lavoro e nei rapporti sociali con gli altri. È quindi molto importante imparare ad accettare questa parte di noi che troppo spesso vorremmo nascondere. Per accettarsi intendo non vergognarsi di balbettare, anche se so che intervenendo in un discorso balbetterò, non importa. Bisogna buttarsi ed imparare a fregarsene di quello che gli altri possono pensare o dire su di noi. Come esperienza personale, da quando frequento questo gruppo, ho molto più coraggio di buttarmi in certe situazioni dove prima neanche pensavo di riuscire. Anche se balbetto non m’importa, anzi, magari alla fine dico “scusate ma ogni tanto balbetto!”, oppure mi metto alla prova e intervengo, mettendo in pratica gli insegnamenti fonetici che impariamo nel gruppo, e mi stupisco, perché funzionano. In fondo nessuno è perfetto e nessuno ha il diritto di giudicare.

Fortunatamente, da qualche anno a questa parte, si è creata una Associazione che si occupa di questo problema e noi ne facciamo parte. Non è facile decidere di entrare nell’Associazione e farne parte, perché nel momento in cui si decide di frequentare questi corsi, si prende coscienza di essere balbuzienti e anche se è importante e utile riconoscersi tale: c’è sempre una parte di noi stessi che la rinnega. È quindi necessario avere una buona motivazione e una forte dose di coraggio per iniziare questa “terapia”. Non si può pensare che in quattro e quattrotto si guarisce, si prende sicurezza in se stessi e non si balbetta più; non ci sono purtroppo pozioni magiche o bacchette fatate che ci guariscono, ma forza di volontà, costanza e tanta fiducia nelle nostre capacità. Una cosa positiva frequentando un gruppo è che si cresce in modo costante e in modo positivo, confrontandosi con gli altri e anche aiutandosi.

Il nostro gruppo opera da qualche anno a Bergamo utilizzando varie tecniche che ci aiutano a superare le nostre paure e le nostre insicurezze.

È bene cercare continue relazioni sociali e non chiudersi in se stessi, perché la balbuzie non si vince con la solitudine, ma uscendo allo scoperto senza vergognarsi di quello che si è.